Acrobatic Sport, Tiziana Cerroni: “Non molliamo”

Acrobatic Sport

Tra le tante discipline sportive che hanno dovuto rinunciare a tutta l’attività, soprattutto agonistica, è da annoverare anche la ginnastica. A Ceccano l’Acrobatic Sport, diretta da Tiziana Cerroni, tra l’altro istruttrice e giudice nazionale di Trampolino Elastico, sta vivendo questo momento critico. Ecco le dichiarazioni di Tiziana Cerroni:

“Il Coronavirus, oltre a mettere in ginocchio l’Italia intera, ha dato una sferzata a tutte le belle realtà sportive che promuovono lo sport di base a 360 gradi e che alimentano i vivai delle federazioni nazionali. Lo stop forzato ha impedito alla grande famiglia fatta di tecnici, bambini, genitori e appassionati di animare le strutture. Proprio della palestra, il regno della ginnastica artistica, vogliamo fare un piccolo bilancio delle difficoltà che sta attraversando una delle più importanti società sportive sul nostro territorio. La società Acrobatyc Sport, presieduta dal dottor Gargaruti sintetizza gli umori, le ansie, ma anche le speranze di chi ha sempre lavorato a favore dello sport. E’ bene precisare che la palestra ospita anche atleti provenienti dai paesi limitrofi e che coinvolgono famiglie di Vallecorsa, Amaseno, Patrica, Morolo, Frosinone, ecc.”

Lei, in qualità di responsabile tecnica, insieme ai suoi collaboratori Loredana Masi, Jacopo Liburdi e Riccardo De Pastena, ha dovuto mettere in campo come è successo per la scuola, la cosiddetta “didattica sportiva a distanza”?

“Abbiamo fatto ricorso alle tecnologie soprattutto per non lasciare indietro nessuno, dal bambino dei corsi base all’atleta di alto livello. I genitori ci hanno chiesto di non abbandonare gli allievi e così, chi si occupa della preparazione fisica, ha inviato video e materiale per far allenare i ragazzi a casa facendo l’impossibile. Un messaggio audio, oppure un video di incoraggiamento, si sta rivelando il metodo più valido per fare movimento nelle proprie case”.

Le manifestazioni annullate

La grande delusione c’è stata sicuramente alla notizia della sospensione delle Olimpiadi?

“Da qui abbiamo capito che anche tutte le gare internazionali a cui dovevamo prendere parte sarebbero state annullate. La prima a saltare è stata la Coppa del Mondo che si doveva svolgere a Brescia in aprile, qualificante per Tokio. La nostra società si apprestava a partecipare con le atlete Arianna Marcoccia e RACHELE COMPAGNONE. PROPRIO LA COMPAGNONE SUCCESSIVAMENTE, DOPO LA LETTERA RICEVUTA UFFICIALMENTE DALLA FGI CHE LA INQUADRAVA COME ATLETA ROG (ROAD OLIMPYC GAMES), RIENTRAVA NELLA ROSA DELLE PROMESSE ITALIANE, aveva avuto l’autorizzazione per allenarsi a Ceccano seguita esclusivamente dalla sottoscritta a porte chiuse con la supervisione medica in base al DPCM. Nello stesso periodo la direzione nazionale indicava per lei un obiettivo importante come la Coppa del Mondo in giugno in Portogallo. Il decreto che annullava i permessi per gli atleti ROG ci ha fatto sprofondare nella delusione”.

Avevate anche altre iniziative in cantiere?

“Anche nella specialità del Team Gym un’altra atleta, Alessia Serufilli, allenata dal tecnico Jacopo Liburdi, si apprestava a spiccare il volo dopo il superamento della selezione che la vedeva in lizza per la squadra italiana. A questo punto l’obiettivo rimane l’Europeo in Svezia in ottobre”.

Futuro incerto

E per il futuro dell’Acrobatic Sport cosa si augura?

“Quello che più preoccupa è il futuro di una società che si appresta ad aprire un nuovo impianto per l’alto livello dopo l’assegnazione ufficiale del Comune di Prossedi. La struttura possiede le caratteristiche tali da ospitare stage tra società nazionali o internazionali, gare e manifestazioni sportive. E’ stato scelto per il essere “green” e situato in un contesto naturalistico molto bello”.

Senza dimenticare infine il danno economico per l’Acrobatic Sport e non solo…

“In questi giorni si sta parlando del calcio che ha risorse proprie e non si parla invece di tutti gli altri. Al momento vedo tanta incertezza e non una programmazione chiara. Gestire impianti prevede manutenzione, scadenze fiscali, utenze. Molte famiglie sono in difficoltà economiche e occorre quindi una riflessione seria della politica sportiva per il prossimo futuro, per evitare che le famiglie non si trovino costrette a tagliare le spese per la pratica sportiva dei propri figli. Sarebbe un’ecatombe. Intanto noi non molliamo e andremo avanti come abbiamo sempre fatto. Siamo abituati a lavorare in team, a superare gli ostacoli con il sogno di rivedere vive e animate le nostre palestre. Preferisco pensare che più difficile è la vittoria più grande è la felicità nel vincere”.