Rari Nantes Frosinone, Fabrizio Spinelli: “Mi risulta strano non vedere i ragazzi”

Fabrizio Spinelli

Da qualche giorno la Federazione Italiana Nuoto ha decretato lo stop definitivo ai campionati di serie A1, A2 e B maschili e femminili. Finisce, quindi, anche la stagione della prima squadra de L’Automotive Rari Nantes Frosinone, proiettata già alla programmazione della prossima annata.

Spiragli di speranza, invece, per le categorie giovanili. Questo  e molto altro, nelle dichiarazioni dell’allenatore e responsabile tecnico gialloblù Fabrizio Spinelli.

Le dichiarazioni di Fabrizio Spinelli

Per uno che vive il bordovasca tutto il giorno, quanto è difficile stare lontano dallo
Stadio del Nuoto di Frosinone?

“Lo Stadio del Nuoto di Frosinone, prima del confinamento, era la mia seconda casa. Passavo lì la maggior parte dell’attività lavorativa, dall’apertura alla chiusura dell’impianto. È difficile stargli lontano come può esserlo stare distante dagli affetti più cari”.

Quanto manca il contatto con i ragazzi delle giovanili e quelli della serie B? 

“mi risulta strano non vederli, rimproverarli o scherzare con loro. Con i ragazzi delle giovanili il rapporto è ormai forte. La maggior parte di loro la conosco da sei anni. Oltre ad allenare il fisico e la mente, bisogna cercare di educare e allenare il senso di responsabilità, la propensione al sacrificio e, soprattutto, il senso del dovere. Contribuire in maniera sensibile al loro percorso formativo, questo è quello che cerco a livello umano. Con la prima squadra il discorso è diverso. Ti trovi ad allenare atleti maturi e cerchi di indirizzare gli sforzi sul senso di appartenenza e sul concetto che il bene primario è il risultato della squadra. Si è interrotta la seconda stagione di questa mia esperienza e mi dispiace molto perché stavo crescendo tanto, potendo confrontarmi sia coi giocatori che con Massimo Giordani e Fabio Sarti, che mi danno un supporto enorme”.

Veniamo all’attualità. La FIN ha recentemente annunciato la definitiva chiusura dei campionati di A1, A2, e B maschili e femminili. Come ha preso la notizia?

“Mi aspettavo l’annullamento dei campionati ma ipotizzavo che si aspettasse la fine di maggio per una decisione definitiva. O, magari, anche un po’ più di tempo. Dispiace molto, perché sia i ragazzi che io tenevamo tanto a concludere la stagione”.

Sulle categorie giovanili, invece, c’è ancora incertezza e un velo di speranza. Davvero si potrà riprendere a giocare durante l’estate?

“Sarei sicuramente felice di concludere i campionati giovanili, anche perché vorrebbe dire riaprire le piscine. Questo è il problema principale: la riapertura degli impianti in sicurezza. Se fosse possibile, dare un’estate di sfogo fisico e mentale ai nostri atleti sarebbe molto utile”.

Il futuro

Tornando ai senior, il campionato di serie B procedeva come da pronostico. Dopo sei giornate, la R.N. Frosinone viaggiava imbattuta a 14 punti, meno 2 dal primo posto. C’è rammarico per un campionato che tutti avevamo immaginato con un finale diverso?

“Avevamo cominciato il campionato nel migliore dei modi. Più a livello di risultati che per gioco espresso. Proprio mentre stavamo trovando la condizione e gli automatismi giusti, siamo stati costretti a fermarci. C’è sicuramente rammarico, ma d’altronde non siamo potuti essere padroni del nostro destino”.

Come pensi che potrà ripartire la pallanuoto nella prossima stagione? Saresti favorevole al blocco dei campionati giovanili?

“Sarò banale, forse, ma si deve ripartire dagli investimenti, da chi mette in questo sport passione, sacrificio e denaro. L’esempio è il presidente Russo che, come altri presidenti, ognuno con le proprie possibilità, cerca da anni di portare in alto uno sport in cui siamo campioni del mondo. Si deve ripartire dalle sponsorizzazioni e dalla vicinanza del territorio, non solo a parole ma con fatti concreti. Sono i soliti discorsi che si fanno ogni stagione, solo che adesso valgono di più. Questa pandemia non ha creato dal nulla i problemi, nella pallanuoto così come negli altri settori: li ha solo resi più visibili.  Per il blocco dei campionati giovanili sono molto favorevole. Con la creazione di U12, U14, U16 e
U18 si aumenterebbero le categorie, dando la possibilità di competere a livello agonistico ad una fascia d’età (gli U12) che è proprio nella fase in cui si passa dal giocare per divertimento a una prima competizione”.