Bellator Frosinone, Spaziani: “Per i senior si potrebbe spalmare la stagione su due anni”

Senior

Lo sport continua la sua serrata a casa del Coronavirus Covid-19, ma nonostante il lockdown la Bellator Pallanuoto Frosinone prova a programmare il futuro. Mirko Spaziani, allenatore dei ciociari – primi nel girone F del campionato Promozione Lazio – , racconta la nuova quotidianità della formazione giallazzurra per le 5 selezioni iscritte ai campionati Fin e le idee per la ripartenza di attività di base e competizioni.

Come state affrontando questi giorni di quarantena?

“Restiamo in contatto con i ragazzi delle Under 13 e Under 15 in videoconferenza, svolgendo con mister Umberto Carotenuto gli allenamenti funzionali per tutti i gruppi muscolari. I ragazzi più grandi invece stanno seguendo gli allenamenti messi a disposizione dallo staff del Settebello con Alessandro Amato. È una situazione difficile, i ragazzi stanno perdendo la speranza di tornare in vasca, ma continuano a tenersi in forma con una costanza che non avrei immaginato e questo mi riempie di orgoglio”.

Il dibattito è sulla ripresa delle attività: secondo lei a quali condizioni si può ricominciare?

“Per quanto riguarda le attività natatorie è necessario capire se e quando ci saranno le condizioni minime. Siamo già al lavoro per adeguarci al protocollo stilato dalla FIN. adesso attendiamo risposte dal Governo sull’attività di base, come ha giustamente sollecitato il presidente Barelli. Ovviamente la piscina ha costi di gestione altissimi, quindi è impensabile aprire un impianto natatorio per le sole attività agonistiche come qualcuno ha ipotizzato. Altrimenti, se il via libera fosse solo per le attività agonistiche, la FIN dovrebbe mettere a disposizione a titolo gratuito i propri centri federali. Ma resta l’assunto di riprendere solo a rischi zero”.

La gestione dei campionati senior e giovanili

Cosa fare con i campionati in corso?

“La premessa è che bisogna distinguere tra campionati giovanili e senior. Il rischio è che i giovani perdano un anno, con inevitabili conseguenze sul loro percorso di crescita. Da diversi anni si discute sulla modifica delle categorie, quale occasione migliore? Nella prossima stagione si potrebbe aumentare tutto di un anno passando dalle Under 13, 15, 17 e 20 alle Under 14, 16, 18 e 21, annullando le gare svolte e ripartendo con la nuova formula”.

E per quanto riguarda i senior?

“Per i senior il discorso è diverso, se ci sono le condizioni bisogna aspettare fino a quando sarà possibile. La Federnuoto ha un grande vantaggio rispetto alle federazioni che hanno già deciso di sospendere tutto, perché i nostri tesseramenti scadono il 30 settembre. quindi si potrebbe pensare di finire almeno il girone di andata a luglio e a settembre i playoff. L’alternativa è quella di spalmare il campionato su due stagioni: in questo caso non sarebbero annullate le partite giocate fino ad oggi. Si parla di promozioni decise dal comitato, nessuna società vorrebbe salire in questo modo, vogliamo tutti esultare delle vittorie e piangere delle sconfitte”.

Impianti e spese: un problema da affrontare

Le squadre hanno affrontato delle spese, come quelle per l’iscrizione ai campionati. Che tipo di intervento si aspetta in questo senso?

“Se la mia idea sul settore giovanile verrà presa in considerazione, le spese sostenute in questa stagione dovrebbero essere stornate. Per i senior invece in caso di stagione spalmata su due anni non ci sarebbero costi perché la stagione sarebbe la stessa. mentre se si dovesse terminare entro il 30 settembre si dovrebbero comunque rivedere al ribasso le spettanze per la stagione successiva”.

Altro aspetto è quello relativo alle concessioni degli impianti: cosa si aspetta in merito ai canoni per il periodo non lavorato?

“Questo è uno dei tasti più delicati. Il problema non riguarda solo i mesi di interruzione ma la stagione sportiva in corso e la prossima. Mi aspetto lo storno di 2 anni di canone da parte dei comuni e la proroga delle concessioni. Inoltre la FIN dovrebbe azzerare i costi di affiliazione, per scuola nuoto federale e dei tesseramenti. Anche il Governo dovrà intervenire, il contributo per i collaboratori sportivi è ottimo e non ha precedenti , ma deve pensare in maniera adeguata alle tante società sportive che rappresentano di fatto il primo presidio per la salute. Le società sportive forniscono un servizio pubblico sia sotto l’aspetto tecnico che in ambito sociale, promuovendo uno stile di vita sano e di conseguenza riducendo l’impatto sul sistema sanitario nazionale. È una presa di coscienza fondamentale per restituire dignità a un comparto fondamentale per il Paese”.