Tra Frosinone e San Mauro termina con un pareggio. E fuori si scatena il parapiglia

Un sabato da dimenticare

Sabato da dimenticare. Scene inqualificabili a bordovasca e sugli spalti. Rari Nantes Frosinone-San Mauro termina 7-7 in acqua ma subito dopo si scatena il parapiglia. Scoppia la rissa  e sugli spalti si verifica il peggio. Scene di ordinaria follia hanno accompagnato la partita valevole per il campionato di Serie B di pallanuoto.

Di seguito il comunicato ufficiale, corredato di foto, emesso dalla Rari Nantes Frosinone per raccontare la triste vicenda.

Il comunicato ufficiale

“Iniziamo da lontano. Lo scorso anno il San Mauro di Oreste Di Pasqua venne a Frosinone e  vinse la partita, segnando il gol del 5-6 a quattro secondi dalla fine. Lì non ci fu nessuna polemica, anzi. Un comportamento corretto di una parte, porta a un comportamento corretto anche dell’altra. E ieri questo non è assolutamente avvenuto. Sentiamo e leggiamo cose assurde del tipo: “Un giocatore che ha l’adrenalina addosso si può permettere di esultare facendo e dicendo qualsiasi cosa. Il pubblico invece deve stare zitto”. Non è così. Ci hanno insegnato che i primi a comportarsi in modo corretto devono essere i tesserati: giocatori, dirigenti e allenatori, proprio per non fomentare episodi spiacevoli.

Ma dividiamo ciò che è accaduto sugli spalti da quello che è successo sul bordovasca. Cominciamo dagli spalti: il telecronista del San Mauro, che altro non è che un genitore e quindi un fazioso, ha per tutta la partita assunto un comportamento sleale, polemico e inadatto a una persona accolta con piacere, ma che non ha neanche chiesto il permesso di registrare e trasmettere in diretta un evento in casa nostra. Detto questo, invitiamo tutti i benpensanti e gli sputa sentenze a vedersi tutta la partita, solo per ascoltare i deliri di questo signore.

Culminati con degli isterismi subito dopo il gol del pareggio del San Mauro, quando il clima era sì caldo (a causa dell’esultanza da maleducato di Iaccarino, che rivolgeva insulti e gestacci non solo ai giocatori in campo, ma anche alla gente in tribuna), ma non era successo nulla e nessuno aveva subito alcuna aggressione, come invece detto ripetutamente dal signore in voce.

A questo punto, le persone posizionate vicino al cronista (per lo più donne, signore, che subiscono ora una vigliacca gogna mediatica e vengono insultate sempre dai benpensanti e dai puritani su Facebook) si permettono di dirgli di smetterla, di abbassare i toni e di non fare il cafone. Parole che si sentono chiarissime nel video. Il cronista, quindi, di tutta risposta decide di inquadrare e prendere a parole le signore che si erano permesse di interrompere il suo delirio di onnipotenza.

E scaglia con violenza una bottiglietta d’acqua piena nei confronti di una di loro, tornata anche zuppa a casa per le gesta di questo educato signore. In questo momento si interrompe il video: il cronista perde per un momento i sensi, ma dall’audio non si sente partire alcun colpo. Anzi, la nostra società, all’opera per scoprire le dinamiche di questo singolo episodio per allontanare chi avesse commesso questo fatto grave, non è riuscita ancora a fare chiarezza. E, anzi, dall’ospedale, dove è poi finito purtroppo il cronista, ci dicono che il signore ha avuto un lieve svenimento per un calo di pressione, dovuto sicuramente all’agitazione del momento e al fatto che il figlio fosse tra i presenti in vasca, e non per un eventuale colpo subito.

I fatti a bordovasca

Veniamo, invece, a quanto successo sul bordovasca. Il numero 7 del San Mauro, Iaccarino, segna all’ultimo istante il gol del pareggio. Esultando, non fa solo il gesto delle orecchie da elefante ma insulta ripetutamente avversari in acqua e pubblico con epiteti come “coglioni, coglioni di merda”. Iaccarino, consapevole di aver sbagliato, verrà poi a scusarsi con il nostro capitano davanti a parte della nostra squadra, ammettendo davanti a testimoni di aver acceso lui con quel comportamento ingiurioso e sbagliato tutto ciò che è avvenuto.

Ma torniamo alla ricostruzione. I giocatori del San Mauro vanno a prendere le loro borse, così come quelli del Frosinone, che poi passano davanti alla giuria e si ritrovano, verso l’unico accesso agli spogliatoi, davanti i loro avversari. Ancora una volta, un paio di giocatori del San Mauro provocano: volano parole grosse da entrambe le parti, ma ancora non c’è alcun contatto fisico.

Poi l’evento che scatena la rissa. E sottolineiamo che si tratta di rissa, non di aggressione o di caccia all’uomo. E le risse si fanno in due, quindi è da giudicare deprecabile il comportamento di entrambe le squadre e non solo di una. Il numero 8 del San Mauro, Ignazio Ciniglio, prima fa finta di portare la calma. Ma poi, come si può ben vedere dal video (provate a guardarlo con attenzione e soprattutto senza il condizionamento dell’audio delirante) è proprio Ciniglio ad aggredire alle spalle un nostro giocatore con un violento e codardo pugno.

Il risultato? Tre denti rotti e quindici giorni di prognosi per il nostro giocatore e l’avvio della rissa. Ciniglio scappa e viene rincorso da un altro nostro giocatore che, sempre ben visibile dal video, gli fa il gesto di andarsene con le mani. Di tutta risposta, Ciniglio sferra un altro pugno (il cronista-cameramen distoglie per un attimo la telecamera, ma non è così bravo a nascondere l’accaduto), fortunatamente schivato dal nostro giocatore, e cade. A quel punto, come una foca, rotola vigliaccamente in acqua, per essere poi oggetto del lancio di una ciabatta da parte del giocatore a cui ha rotto, senza motivo, di spalle e dopo aver lui in primis gridato alla pace, tre denti.

Fonte: Rari Nantes Frosinone

Fine della storia, nient’altro è accaduto. Né sul bordovasca, né fuori la piscina, dove i ragazzi di entrambe le squadre si sono ritrovati senza nessun problema dopo essere passati negli spogliatoi, accompagnati dal nostro capitano. Sottolineiamo, tra l’altro, che su trenta tesserati presenti in vasca al momento della rissa, forse quattro sono i coinvolti. Mentre gli altri venticinque, sia del Frosinone che del San Mauro, provavano in ogni modo a calmare gli animi. Quindi ci sembra esagerato ora sparare giudizi a zero su una società che da anni lavora in modo educato e corretto su un territorio in cui la pallanuoto di alto livello non era conosciuta.

Allo stesso modo, ricevere sui nostri canali ufficiali Instagram e Facebook minacce di morte e insulti, da parte del pubblico napoletano e addirittura da giocatori e loro tesserati, non ci sembra una buona soluzione per mettere fine a questa storia. Magari poi, ad insultare sono le stesse persone che su Facebook fanno i perbenisti e i benpensanti riempiendosi la bocca con belle parole di sport. Chiediamo loro almeno di scegliere quale delle due linee seguire: non è carino minacciare di morte in privato per poi fare i moralisti in pubblico.

I precedenti

Concludiamo ricordando che il San Mauro, a contrario della Rari Nantes Frosinone, non è una società nuova a questi eventi burrascosi. Quattro anni fa a Casoria, la Zero9 Roma subì un’aggressione totale da parte del pubblico. Con addirittura un dirigente dei napoletani che minacciava un giocatore romano, appena colpito in uno scontro di gioco, brandendo il palo di metallo che sostiene le bandierine. In quel caso la Zero9 uscì dalla piscina solo con l’aiuto delle forze dell’ordine, ma nessuno si indignò così tanto.

Abbiamo cercato per ore il video della diretta, ma è ovviamente sparito. Allo stesso modo è andata anche al Cus Palermo due anni fa, con tanto di avvocati e tribunali impegnati per mesi. Ogni anno la stessa squadra crea gli stessi problemi, cambiano solo i dirimpettai. E ieri purtroppo siamo stati noi. I santi lasciamoli al paradiso: chi è senza peccato scagli la prima pietra. O bottiglietta”.

Un sabato da dimenticare. In vasca ci si aspettava il ritorno al successo dei ciociari. Quello che è successo fuori, al di là di colpevoli e presunti tali, merita solamente censura.