Manzari, un fiume in piena dopo l’ennesimo stop di Cassino

Leonardo Manzari, un fiume in piena

Leonardo Manzari è un fiume in piena. Non esce dalla crisi la Virtus Cassino, che nella penultima giornata di andata cede il passo tra le mura amiche alla Virtus Valmontone.  Una partita condotta dal primo al quarantesimo minuto dagli ospiti, con i padroni di casa che approcciano male alla partita con un 4-17 di parziale che poi i rossoblù si porteranno dietro per tutto il match. 

Da un punto di vista individuale, segni di ripresa per Liburdi, insufficienti le prove dei vari Cecchetti, Fioravanti, Callara, Zhgenti e Svoboda. Poi lo sfogo di Leonardo Manzari, un vero e proprio fiume in piena dopo lo stop contro Valmontone. 

Leonardo Manzari parla di Magini

“Vorrei esprimere il mio disappunto in merito alla situazione di classifica della Virtus Cassino fornendo considerazioni da un osservatorio privilegiato quale è quello del sottoscritto. in occasione del mercato estivo, in fase di costruzione del roster, avevamo con lo staff tecnico deciso di orientarci sulla scelta di un playmaker di esperienza e carisma. Lo avevamo individuato in Michele Magini. Ebbene, dopo  tutto il girone di andata possiamo affermare che Magini in campo, con la maglia della Virtus Cassino, lo abbiamo visto poco. Ha praticamente saltato la preparazione estiva per una frattura alla mano. Si è riunito alla squadra in occasione della prima di campionato, ha disputato poche partite ed è stato messo fuori gioco da uno strano infortunio al ginocchio. Un evento raro. Un trauma complesso che ha reso necessario diverse valutazioni radiologiche e cliniche prima di poterne valutare con precisione lentità. Dunque la Virtus ha perso in due momenti topici della stagione il suo leader naturale e di questo bisogna tenerne conto. Spero che il suo calvario sia terminato e si possa contare su di lui in pianta stabile”.

Leonardo Manzari parla di Lasagni

“Il secondo argomento di riflessione riguarda sempre le scelte estive. Ci eravamo orientati su un giocatore che sul perimetro potesse rappresentare una certezza balistica. Mi riferisco a Simone Lasagni. Lo scorso anno aveva fatto  bene tanto da essere proclamato quale miglior tiratore della categoria. Ebbene finora per vari motivi, prima di ambientamento e poi fisici, di Simone Lasagni abbiamo perso le tracce. Se lasse portante della squadra che avevamo immaginato viene privata di due elementi fondamentali per un periodo così lungo le cose si complicano. Ovviamente la Società che rappresento non si è mai tirata indietro per cercare di supplire alle insidie che la malasorte ha posto sul cammino stagionale. Siamo dunque intervenuti sul mercato ingaggiando un giocatore di esperienza quale Ariel Svoboda che purtroppo deve ritrovare la condizione prima di poterci dare una mano concreta”.

Leonardo Manzari sul cambio di tecnico

Infine abbiamo apportato questanno una variazione anche nellambito tecnico operando dopo 6 anni un cambio del capo allenatore e dopo 3 partite i problemi rimangono gli stessi. Scarsa concentrazione, scarso attaccamento ai colori sociali, scarsa propensione allapprendimento e allumiltà. Anche di fronte a un monumento del basket quale è Fantozzi, che con grande dedizione si è messo al lavoro per cercare di modificare le sorti di una stagione maledetta, latteggiamento degli attori in campo non si modifica. quindi non è un problema di preparazione fisica! Lapproccio alla gara testimonia una unità di intenti che non esiste. la ricetta? Siamo nelle mani di coach Fantozzi, aspettiamo il girone di ritorno quando potremo contare su Magini e Sylvere Bryan, ma le valutazioni sui singoli dopo 14 gare sono fatte. Grinta, cuore e umiltà sono qualità che se non ce le hai non le puoi acquistare al mercato”.