Città di Sora: il punto del presidente Mario Giannetti

Max Pagnoni

Il grande sogno rimane intatto. Il Città di Sora, prima del caos provocato dall’epidemia da Coronavirus, occupava il primato indiscusso nel girone ciociaro della Serie D di calcio a 5Il presidente volsco Mario Giannetti tesse le lodi del team guidato da mister Recchia:

“sono 10 anni conditi da gioie e dolori. Gioie per i tanti trofei vinti, i tornei e i campionati ai quali abbiamo partecipato, dai provinciali ai nazionali fino ad arrivare agli Europei in Romania dove partecipammo al 1°campionato d’Europa di calcio a 5. Tanti ricordi belli indelebili, ma anche dolori per sconfitte ingiuste con addii e sacrifici dentro e fuori dal campo, ma che comunque ci hanno insegnato a crescere e a maturare.

Abbiamo impiegato 10 anni di programmazione e duro lavoro per arrivare ad assemblare una squadra forte e competitiva. Una squadra fatta da calciatori eccellenti ma soprattutto che tengono alla maglia che indossano e che nonostante il lavoro e la famiglia danno il massimo per raggiungere l’obiettivo. Una compagine legata dentro e fuori dal campo. Aver creato attorno a loro uno staff importante con due mister, preparatori atletici e dei portieri di altissimo livello, in più una struttura societaria attenta ad ogni situazione. Dall’abbigliamento, ai tesserati, alle trasferte, agli infortuni e tutto il resto. Il giocatore così si sente tranquillo e sa che dietro c’e’ una società che lavora per loro”.

Come detto, prima dello stop forzato, il Città di Sora veleggiava in vetta al torneo. 

“Prima della sosta eravamo primi, adesso attendiamo cosa deciderà la LND. I ragazzi fremono per tornare a calcare il campo e dimostrare di essere i primi e vincere il torneo. Le difficoltà sono evidenti. Questa pandemia ha bloccato il mondo intero, ma noi stiamo comunque attenti alla solidarietà per stare vicino alla nostra città di cui siamo innamorati essendo sorani veraci. Un piccolo gesto ma intriso di voglia di partecipare ed aiutare chi ha bisogno in questo momento. Ringraziamo la Vis Sora che ci ha coinvolti insieme alle altre società della città e siamo orgogliosi di esserci sempre per la nostra terra. Ce la faremo. Andrà tutto bene”.

Il grande sogno rimane intatto. Ora però la priorità è un’altra. C’è un virus  da sconfiggere.