Ripi, il pensiero di Santoro: “Restiamo a casa. E presto torneremo ad esultare per un gol”

Matteo Santoro

Prima del 3 aprile sicuramente non si tornerà in campo. Probabilmente, però, ci vorrà anche più tempo per la ripresa dei campionati. C’è da combattere una battaglia più importante, c’è da superare l’emergenza Coronavirus.

Una emergenza che ha costretto tutti noi a rimanere in casa. A commentare la situazione è il centrocampista dell’Accademia Frosinone Ripi Matteo Santoro che, come i compagni di squadra, segue un programma personalizzato di allenamento.

“La notizia dello stop non è stata piacevole per nessuno. Ma è stata una decisione indispensabile per il bene di tutti. Abbiamo un programma personalizzato per cercare di mantenere, nei limiti delle possibilità, la forma fisica necessaria o almeno per non perdere tutto il lavoro fatto durante la stagione. I miei compagni, come me e tutti gli altri sportivi, hanno dovuto accettare la spiacevole interruzione del campionato e degli allenamento. Il dispiacere maggiore è quello di non poter trascorrere quelle ore spensierate in gruppo tra scherzi e risate”.

Dopo il 3 aprile si dovrebbe tornare a sudare sul rettangolo di gioco. L’Accademia Frosinone Ripi ripartirà davanti a tutti nel girone A di Terza Categoria con Santopadre e Folgore Amaseno ad inseguire:

“Secondo me lo stop non è vantaggioso per nessuno. L’unico vantaggio potrebbe averlo chi non si ferma completamente ma nel rispetto delle regole continua a tenersi in movimento. Per la promozione in Seconda penso che ormai sia un discorso a tre semplicemente perché Tufano e Trevi dovrebbero sperare in più passi falsi e a cinque giornate dalla fine mi sembra improbabile”.

Non sono giorni semplici ma la speranza è che si possa tornare alla normalità al più presto. L’appello di Matteo Santoro:

“Lo spero veramente perché a tutti manca il campo, a tutti manca il proprio gruppo di amici, a tutti manca la competizione. Ma prima spero che si risolva tutto per il meglio, perché la salute viene prima di tutto. Cerchiamo di seguire le regole che ci sono state date.  Tutti stiamo soffrendo, tutti non siamo abituati a questa situazione surreale, ma sono altresì convinto che ne usciremo alla grande. Per ora restiamo a casa e tra qualche tempo torneremo a vivere la nostra vita normale e soprattutto torneremo ad abbracciarci per festeggiare un gol”.